Storia di droga e disperazione in cui, non è mai mancato l’amore

DI FRANCO FRONZOLI

Sono passati tanti anni, e quello che racconterò è un inno di dolore, verso genitori che hanno o hanno avuto un figlio #tossicodipendente.

Mario e Luisa,( nomi di fantasia), erano genitori che portavano sulle spalle una #sofferenza enorme.

Ma riuscivano anche a sorridere.

Il figlio, Sergio,(anche questo nome di fantasia), aveva iniziato con l’hashish giovanissimo per poi sprofondare nell’ eroina.

La #cocaina non era ancora conosciuta ai piani bassi della società, la si ritrovava molto di più in quelli alti.

Mario e Luisa si accorsero che qualcosa non andava quando dalla casa vedevano sparire soldi o qualche oggetto di valore.

Me ne parlarono e non fu difficile scoprire cosa ci fosse dietro a quelle sparizioni, anche perché in  cameretta, fu trovata una quantità irrilevante di #hashish e nemmeno ben nascosta .

Per quei genitori, che adesso non ci sono più, iniziò un lungo calvario, una sofferenza infinita.

Tutto peggiorò quando dalla droga leggera, Sergio passò a quella pesante, ed aumentarono le sparizioniin casa che si estese anche ai preziosi.

Lo arrestai con sofferenza, sperando che la detenzione lo allontanasse dalla droga.

Niente di più sbagliato.

Una volta scarcerato tornò alla vita di prima, tra vicoli e passaggi clandestini, tra #siringhe, cucchiaino e polvere bianca.

Nonostante tutto, i genitori, lo trattavano meglio di prima, gli abbracci, a volte  da lui rifiutati, erano sempre presenti.

Fecero di tutto e di più, si rivolsero  anche ad una comunità di recupero che  lo accolse ed i viaggi di Mario e Luisa, verso quella comunità erano costanti, tre volte alla settimana si recavano da Sergio, non lo hanno mai abbandonato.

Parlando con loro mi sembrava di entrare in un universo sconfinato, in cui
l’amore  era la stella polare che li continuava a guidare.

Ma come si suol dire, le disgrazie non vengono mai da sole e continua sempre a piovere sul bagnato.

La scomparsa di Mario, fu una tragedia in tutti i sensi anche economicamente oltre  che affettiva.

La mamma, da sola, non arretrò di un metro, continuò a seguire il ragazzo, anche se non si registravano miglioramenti.

Fuggì dalla comunità e Luisa lo trovò in un vicolo della città in cui abitavano in condizioni pietose.

Questa grande donna non si arrese mai, continuò ad essere vicina al figlio, vendette il vendibile, in una società che continuava a restare indifferente a questa tragedia.

Le condizioni di Sergio diventavano sempre preoccupanti, e inoltre si ritrovava con dei pusher spietati, alle spalle.

È stato trovato morto vicino al mare,  in una desolazione infinita, bagnato dalle onde di risacca.

La mamma se ne andò qualche mese dopo, povera all’inverosimile, ma ha sempre avuto tra le mani  un fiore da portare sulla tomba del figlio…

Un’intera famiglia distrutta dalle conseguenze di una scelta sbagliata, oltre che dall’altrui indifferenza…

Immagine tratta dal web

#storie#riflessione#fattidivita#tossicodipendenza#genitori

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