Storia di un randagio e di un grande amore

DI FRANCO FRONZOLI

Camminava lentamente, borsa a tracolla, assorta nei suoi pensieri in un viale silente, senza nessuno.  Un cane le passò davanti, era un Beagle, sporco, scheletrico.

Era un maschio.

Gli andò vicino, non aveva collare … lo accarezzò.

Decise in quel momento che lo avrebbe “ adottato “ , lo avrebbe salvato da quella solitudine apparente, da quel dolore che traspariva e che non  aveva parole.

Decise anche che non gli avrebbe mai messo un guinzaglio e tantomeno un collare.

Lo voleva libero da tutto.

Pensò che nome poteva dargli : lo chiamerò “ Tristezza “ disse a se stessa dopo aver pensato pochi minuti.

Tristezza, un nome desueto, non certo adatto per un quattro zampe; ma era triste e quindi … perché non chiamarlo “ Tristezza “ ?

Lo portò in un toelettatura  che si trovava a nemmeno 200 metri di distanza, prima però, provvide a dargli da mangiare.

Tristezza sembrava rinato ad un mondo nuovo, ma l’ amarezza appariva egualmente, nonostante le cure che riceveva, da questa donna, non indifferente al suo girovagare, che aveva deciso di tenerlo con se.

Si chiamava Gloria ed aveva alle spalle un’ infanzia difficile, vissuta in una famiglia povera e con un padre dedito all’alcol.

Ma aveva l’arte nel cuore, dipingeva ed i suoi dipinti erano talmente belli che riusciva a venderli ed anche molto bene.

La povertà era rimasta alle spalle, come gli orrori di quel lungo periodo passato in famiglia.

Aveva una casa non grande ma con una finestra che volgeva al mare, il luogo di molte ispirazioni.

Tristezza, si stava abituando al nuovo ambiente, a quella bella casa ed alla cuccia che Gloria gli aveva comprato.

Ogni mattina presto iniziava la prima passeggiata, tra vicoli e prati. Gloria ogni tanto si fermava per cogliere un’ immagine utile per un suo nuovo quadro.

Ma l’idea più grande gli venne mentre attraversavano un parco, una foto di Tristezza tra gli alberi ed i fiori.

Una volta a casa iniziò a dipingere, ma ricominciava quando non era soddisfatta per un colore, un profilo, una sfumatura.

Passarono giorni, i pennelli non avevano fatto quello che lei avrebbe voluto, mancava sempre qualcosa.

Una notte fu svegliata da un sogno veloce, istantaneo, premonitore: si alzò ed andò nella sala a disegnare.

Tristezza gli si mise subito a fianco e sembrava guardasse lo scivolare del pennello sulla tela.

Trascorse tutta la notte dipingendo, il quadro fu finito la mattina presto con grande soddisfazione da parte di Gloria.

Erano passati due mesi da quella notte e quel quadro si trovava al centro di una personale esposizione, una mostra di quadri più disparati.

Le persone cominciarono ad arrivare ed a comprare ma il quadro che mostrava Tristezza, era esposto con una scritta : “ Non in vendita “ .

Il terzo giorno, a visitare la mostra entrò un signore elegante, che dopo aver guardato tutti i quadri si avvicinò a Gloria e le disse : “ sto allestendo una mostra a Parigi ,
mi farebbe piacere esporre il suo quadro chiamato “ Tristezza “ .

Gloria, felice accettò.

Quella mostra si tenne in una sala della galleria d’arte di Espace Lafayette – Drouot .

Il successo fu enorme, ed il quadro titolato “ Tristezza “ ebbe un enorme riscontro.

Un notissimo armatore offrì a Gloria una somma “ strepitosa “ ma nonostante ciò il quadro rimase “ Non in vendita “ .

La ricchezza, evidentemente, per Gloria non era tutto: quel quadro valeva molto di più e mentre pensava a questo “ Tristezza “ si mise al suo posto: accanto a lei …

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