Taty Reysa, con la mission di donare bellezza al mondo

DI GINO MORABITO

Il suo nome d’arte è l’insieme delle prime lettere del cognome russo e di quello italiano. Taty Reysa diventa fotomodella per sfida e ambizione. Non si trucca vistosamente né indossa gioielli, non ha tatuaggi sulla pelle.

Nonostante la psoriasi la affligga da anni, incarna una splendida femminilità tutta al naturale, che rappresenta appieno il suo essere donna e madre. Con la grande aspirazione di chi vorrebbe donare bellezza al mondo.

Nata in Russia e adottata da genitori italiani, non ha perso i tratti distintivi delle proprie origini.

«Sono una donna dalle mille sfaccettature: trasparente, autonoma, indipendente. Ma solo chi sceglie di conoscermi può davvero dire qualcosa di me. C’è chi mi descrive come un “uragano”, per l’allegria, la grinta e quel pizzico di follia che alberga in me. C’è chi mi definisce cervellotica, chi strana, illogica… Beh, comunque mi vedano, sono sempre io.»

Si diletta di poesia, pittura, fotografia. Ma è nel mondo patinato della moda che si esprime al meglio tutta l’interiorità di una donna con il destino già segnato.

«Fin da piccola, le persone mi hanno sempre detto che sarei diventata una modella e così, a forza di continue incitazioni, ho cominciato a crederci davvero, intraprendendo gradualmente questo percorso. Ho fatto la gavetta, posando e sfilando per collezioni di hairstylist.»

L’entusiasmo come cifra stilistica di una professione valorizzata da quegli scatti che ne carpiscono l’essenza.

«La fotografia ti permette la massima espressività. Non esistono definizioni precise. Amo sentirmi libera di esprimermi ed è entusiasmante quel tempo in cui si scatta e, insieme al fotografo, si gioisce del risultato ottenuto. È un’esperienza magica, indescrivibile, quella speciale comunione d’intenti in cui via via prende forma l’immagine finale.»

Libertà di espressione artistica che si riflette anche nella sfera privata.

«Tutti possiamo essere liberi. La libertà parte dalla mente ed è sempre una questione di scelte. Nel mio caso è legata alla felicità. La costruisco ogni giorno, alimentandola con i valori e i principi con i quali sono stata educata, alla luce della mia più intima visione della vita.»

Hic et nunc, il travagliato rapporto con l’oggi.

«Vivo alla giornata, non guardo al futuro. A causa del particolare momento che stiamo attraversando, il mio presente – come quello di molti – è diventato fonte di stress. Mi mancano i rapporti sociali e la possibilità di esprimermi in maniera soddisfacente attraverso la professione che amo.»

Le paure condivise di chi ha smesso di credere nelle favole.

«Mi fa paura la falsità della gente, la possibilità di dovermi in qualche modo sottomettere, la facilità con cui oggi si ricevono offese, l’arroganza, le prese di potere di ogni genere da parte di chiunque.»

Essere l’altra metà del cielo non è facile…

«… Ma non mi faccio mettere i piedi in faccia da nessuno. Non è da me!»

A dispetto di tutto e tutti, la splendida Taty Reysa porta avanti l’ambiziosa mission di donare bellezza al mondo.

«Attraverso l’immagine di una donna, che da otto anni è affetta da psoriasi, cerco di infondere coraggio in chiunque lotti contro una malattia o un disagio. Sarebbe meraviglioso riuscire ad essere l’icona nel cuore di molte persone.»

Una femminilità tutta al naturale, senza filtri né artifici.

«Arrivo alla scelta di diventare fotomodella per sfida e ambizione. Non mi trucco né indosso gioielli, non ho tatuaggi sulla pelle. La mia è una femminilità al naturale, che rappresenta appieno il mio essere donna e madre.»

Lo specchio rimanda l’immagine di una donna pienamente soddisfatta di sé.

«Madre Natura ha compiuto un buon lavoro! Scherzi a parte, osservo una persona che si piace, senza rimpianti, determinata, in continuo divenire.»

Alla continua ricerca della bellezza, ovunque si posi il suo sguardo.

«L’arte è ovunque. Amo i colori, i contrasti, il bianconero, le forme… Ovunque i miei occhi e la mia mente si soffermino, riconosco la bellezza: nei capelli, nelle stoffe, nella fotografia, nelle pose da modella… nella musica.»

Melodie con cui sentirsi liberi e ispirati, e che ci rappresentano.

«La musica è tutto, ti fa vibrare l’anima e ha la capacità di cambiarti l’umore. La melodia è stata sempre fondamentale nella mia vita: sono una grande fan dei Depeche Mode e di Ludovico Einaudi. Non faccio distinzione di generi, ma vado molto a istinto, scelgo in base allo stato d’animo. Spazio dagli ascolti di Michele Amadori ai System of a Down, passando per Vasco Rossi, Mina, Adriano Celentano, le note struggenti di Notre-Dame de Paris, i brani di Lady Gaga, Pink, Elodie, le meravigliose composizioni di Yann Tiersen.»

Fatti bella per te, come canta Paola Turci. Potrebbe essere l’inizio della felicità.

«La vera felicità risiede in tutti quei momenti in cui si è capaci di gioire appieno. È fatta di stanti. La si può provare per qualcosa in particolare, in piccole dosi continue, insieme alla persona giusta. Basta solo aprire gli occhi e riconoscerla.»

 

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Pubblicato da scrignodipandora

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