Terra nostra

DI TERESA TROPIANO

 

L’odore di terra bagnata
e d’erba calpestata,
la pioggia che bagna
il selciato,
l’incanto e il silenzio
di un sagrato,
tutto mi riconduce
ad un lontano passato.

Una Chiesa ed una Masseria,
le campane, ormai
mute da anni,
l’aria satura
di dolce malinconia,
sono fotogrammi danzanti
per la mia immemore
nostalgia.

Le mura scrostate
di un casolare abbandonato,
l’odore di muffa
e di terriccio muschiato,
finestre senza battenti,
porte e portoni erosi dai venti
sono dettagli d’un loco etereo.

E poi, tutt’intorno,
quel senso di pace
che aleggia nei luoghi
ove il vento tace.
E la terra,
la terra mia,
ha il profumo sincero
di fiori e di frutti
e degli alberi tutti.

I carrubi e gli ulivi
e i peschi giulivi
e fichi d’india,
i profumati ciliegi,
mandorli verdi
e more e mirtilli
aspettano il sole
che esca e che brilli.

Sulle guance
il sole si posa
e bacia i limoni,
colora le arance.
È questa la storia
della nostra campagna
che oggi la pioggia
disseta e la bagna.

Che altro ci manca?
Abbiamo la terra,
la collina ed il mare
e tanta strada
ancora da fare.

©® Copyright foto di Teresa Tropiano

Pubblicato da scrignodipandora

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