Tra lamentele e struzzi

DI FRANCO FRONZOLI

Sarò spietato, forse.

Sono stanco di sentire continue lamentele, mugugni ( come si dice a Genova ) , per poi, nel momento dell’ azione o della responsabilità, vedere gli stessi lamentosi mettere la testa sotto la sabbia.

La protesta individuale non conta nulla, ma proprio nulla, è quella collettiva che può dare risultati.

Se un amministratore non fa il suo dovere, tralascia di fare sua l’istanza dei cittadini, bisogna fargli capire che noi non lo accettiamo.

Anche un presidio, davanti ad un’ opera d’arte trascurata, lasciata morire, corrosa dal tempo, è utile.

Un presidio numeroso, che possa far riflettere il primo cittadino o chi per esso.

I politici, si svegliano solo quando l’istanza viene portata avanti da tante persone, perché ogni persona rappresenta un voto e loro sono sensibili al voto, solo a quello.

Sono stanco, di proteste da bar, che si dissolvono dopo un caffè o un bicchiere di vino.

Ci vuole coraggio ( potrei usare il termine dignità ), per tutelare i propri diritti.

Invece, una volta usciti dal “ bar “ , dopo aver energicamente profuso parole di sdegno verso questo o quel sindaco, presidente di regione o politico, si mette la testa nella sabbia ed il problema sollevato permane nel tempo.

Non sappiamo usare le leve della democrazia, non sappiamo che oltre i doveri, per un cittadino ci sono i diritti.

La politica, per chi non lo sapesse, è debole con i forti e forte con i deboli,  la stragrande maggioranza di cittadini, è povera.

Se un lupo ulula al vento non fa paura a nessuno, nemmeno alle pecore, ma se è un folto branco che “ ulula “ , le cose cambiano.

Bisogna avere dignità in tutto, anche nel pretendere che vengano osservati i nostri diritti, senza ma e senza se.

Non servono manganelli, bombe carta o di altro tipo, la violenza distrugge chi la usa, e di sovente complica i problemi.

Bisogna saper suonare le corde più sensibili , insieme, attraverso il voto che si rivela essere l’arma più efficace.

Stiamo assistendo, inermi ed inerti, alla distruzione di parte del nostro patrimonio d’arte, delle nostre intelligenze, delle nostre capacità.

Tenere la testa sotto la sabbia non fa altro che consolidare la precarietà di chi dovrebbe sanare, invece di distruggere.

Parole al vento, lo sappiamo, ma almeno, per favore, smettiamo di lamentarci,di piangere sul latte versato, se poi non siamo intenzionati ad agire fattivamente.

Bisogna saper scegliere

Sudditi

O

Cittadini!

Immagine tratta dal web

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