‘Un professore’ la nuova fiction su Rai con Alessandro Gassman

di Cinzia Marongiu

Alessandro Gassmann: “Io e la scuola. L’insegnamento che mi ha dato mio figlio”

In tv è l’insegnante che noi tutti abbiamo sognato di incontrare nella vita, anticonformista, affascinante, fuori dagli schemi e confida: “Come studente ero pessimo. Mi è capitato di avere professori che solo per il fatto che fossi il figlio di Gassman mi davano voti alti”

Come studente era “pessimo”. E confida: “Mi è capitato di avere professori che solo per il fatto che fossi il figlio di Gassmann mi davano voti alti. Una sudditanza psicologica che non sopportavo perché mi metteva in cattiva luce coi compagni”.
Come professore invece è decisamente meglio, un mix tra l’indimenticabile professor Keating de “L’attimo fuggente” e l’insegnante che noi tutti abbiamo sognato di incontrare nella vita, anticonformista, affascinante, fuori dagli schemi, uno di quelli che le lezioni magari le tiene anche al bar e che gli studenti in crisi li va a stanare fino a casa al motto di “non si lascia indietro nessuno”.  
Alessandro Gassman è entusiasta del suo nuovo alter ego, “Un professore” appunto, come recita il titolo della fiction in sei serate che salperà su Rai1 l’11 novembre. “Il fatto è che questo racconto scritto da Sandro Petraglia ha il merito di raccontare in chiave di commedia la vita vera. Questa è davvero una non-fiction che dà uno spaccato della nostra scuola in un momento così difficile”.

Foto Ansa e Instagram

La serie diretta da Alessandro D’Alatri e interpretata anche da Claudia Pandolfi infatti è ambientata in un liceo romano dove il professore Dante Balestra, Gassmann appunto, si trasferisce ritrovando come studente il figlio che non vede da anni e con il quale ha un rapporto inesistente, fatto di lontananza e di rabbia dopo la separazione con la madre del ragazzo, che invece si trasferisce a lavorare all’estero.

Le sfide da affrontare sono tante: ricostruire il rapporto con il suo ragazzo, ma anche conquistare la fiducia dei nuovi studenti seguendo il filo delle loro esistenze, già dense di tanti problemi, dall’abbandono scolastico al bullismo, dall’omofobia alla solitudine.

La chiave è la più carismatica che si possa immaginare e cioè la filosofia, la materia insegnata dal professore che applica il pensiero dei filosofi al vivere quotidiano, affrontando così il viaggio più avventuroso che ci sia, quello dentro la mente umana e i suoi perché. “Per me, tra l’altro, è stata l’occasione per rimettermi a studiare e per rispolverare lo studio del pensiero, a cominciare da quel geniaccio di Kant che avevo già affrontato in un’opera teatrale”, racconta Gassman nella videointervista concessa a Tiscali Spettacoli. “Credo che ogni filosofo abbia regalato all’umanità qualcosa di straordinario pur essendo in disaccordo con gli altri grandi pensatori.

Ed è questa la cosa interessante perché si apre la discussione. E così il regalo che mi porto a casa dopo aver indossato questo ruolo è di essere ancora più attento nell’ascolto degli altri, e in particolare di chi non la pensa come me.

Mi annoio ad ascoltare chi concorda con me. Ad esempio, parlare con un no-vax e cercare di convincerlo a vaccinarsi mi affascina molto di più che parlare con uno che la pensa come me e che divide il mondo in “buoni” e “cattivi”.

Immergersi nel mondo della scuola per Alessandro Gassmann è stata anche l’occasione per confrontarsi con suo figlio Leo, già vincitore di Sanremo Giovani e studente universitario: “Mio figlio a scuola era uno studente medio bravo. A un certo punto ha incontrato un professore di filosofia che lo ha fatto innamorare dello studio ed è diventato il migliore in tutte le materie. E ancora oggi, che quel professore così importante per la sua formazione purtroppo non c’è più, mio figlio continua ad avere dei risultati ottimi. E non posso negare che Leo mi abbia molto aiutato a mettere a fuoco anche il mio professore”. (FONTE: spettacoli.tiscali.it)