#Uomo del mio tempo, sei ancora quello della pietra e della fionda?

DI MARCO ZUANETTI

“Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo” ?
Il transito verso un futuro diverso, si costruisce nel presente, riaffermando la dignità di tutte le esistenze e forme di vita.
La negazione del principio di umanità fa a pugni con l’ ancoraggio al significato di patria, che è nella nostra Costituzione.
“Dietro la svalutazione del principio di umanità, sta un progetto chiaro :
dichiarare chiusa la stagione dei diritti umani.
L’argomento usato è sofistico:
vuole far credere che i diritti umani predicano l’ inclusione di tutti e quindi la liquefazione dei popoli.
Un falso sbandierato con il proposito di togliere valore alla umanità per poterla negare.
Disumanizzare per legittimare – anche – il non soccorso. (Cfr. Nadia Urbinati).
“I diritti umani fondamentali non comandano l’inclusione.
Comandano il soccorso e l’ accoglienza, la quale significa e comporta prima ospitalità e assistenza a immigrati, a profughi, a vittime di catastrofi.
L’umanità è tutt’ altro che astratta: veste i panni di chi chiede soccorso.
Respingere questa basilare norma è come voler riscrivere i codici morali e giuridici secondo un principio opposto, quello della tribù.
Ecco perché la battaglia è oggi, nel nostro Paese e perciò in Europa.
Una lotta sui fondamenti, e quindi squisitamente politica :
perché dietro alla negazione del principio di umanità vi è una concezione di comunità politica che fa a pugni con la patria, che è nella nostra Costituzione”.
Se il sovranismo è un atto di fede tribale, essere critici del sovranismo dovrebbe prima di tutto significare recuperare le ragioni dell’umanità, come diceva Hannah Arendt.
E. Può essere il seme. Per una nuova forma di impegno partigiano. Di ‘trepidazione di altri corridoi. Di munera reciproci. Di un’altra forma città’. Per riassaporare l’ideale, l’essenza, dei Giusti.
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Pubblicato da scrignodipandora

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