Vacanze e disagio

DI ANTONIO MARTONE

 

Molti di noi sono in vacanza ed è cosa buona e giusta!
Un anno di lavoro, in una realtà difficile come quella italiana, meritano abbondantemente che si “stacchi la spina”.
Spero tuttavia di non risultare inopportuno, o peggio ancora fastidioso, se mi permetto di ricordare che esistono persone come noi che, in questo periodo, soffrono in modo assai particolare.
Mi riferisco agli anziani, alle persone sole, ai disabili, ai genitori dei disabili, e a coloro che, in seguito ad una schiacciante sofferenza, necessitano di assistenza continua.
In queste settimane, sono proprio costoro che patiscono maggiormente. Purtroppo ciò che rimane di un welfare che una cattivissima e disattenta politica ha condotto in condizioni agonizzanti non sempre fa la sua parte come dovrebbe.

Le persone più deboli di una comunità sono la parte più interna e più intima di quella stessa comunità – il suo celato carattere, la sua esposizione, il suo vulnus. Sotto certi aspetti, esse ne costituiscono persino l’essenza. Come accade alle caratteristiche di un uomo che possono esser meglio comprese nelle situazioni/estreme, la comunità diviene se stessa soltanto laddove essa tocca i propri limiti, e non c’è limite più importante del disagio.
La qualità di una comunità, pertanto, si valuta dalla maniera in cui sono trattati i suoi membri più deboli.

Voglio sperare che le istituzioni politiche, le strutture sociali e anche quelle religiose facciano la loro parte, nella consapevolezza dell’importanza decisiva della loro funzione.

La lotta contro l’indifferenza è il presupposto di ogni lotta.

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Pubblicato da scrignodipandora

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