Violenza, amore e infedeltà: quando l’uomo dice “basta”

di Maria Parente

La violenza è un atto osceno, insulso, che sempre più spesso viene consumato sulle donne, mogli e compagne, da parte dei rispettivi mariti e compagni: la remissione è una componente fondamentale per l’uomo che, debole, non sopporta la prevalenza della donna nella quotidianità e nella vita sentimentale.

Per alcuni uomini, la sua donna non deve poter volere altro o più di ciò che lui stesso le offre , la donna deve essere “felice e contenta” in quel contesto familiare e possibilmente senza una propria indipendenza perché altrimenti sfugge al controllo dell’uomo “Padre padrone” , figuro incolto ed ignorante, che sfoga sulla compagna tutte le frustrazioni del suo personale fallimento.

E’ vero che il ruolo della donna è progressivamente cresciuto negli anni acquisendo consapevolezza, competenza sul lavoro, autostima , ciò consentendole di imporsi e predominare il suo compagno che in determinati contesti non ci sta e quindi, per ridimensionarla, ricorre alla violenza: non vi sono altri rimedi, la donna deve subire ed eseguire, lui deve potersi sentire importante, deve credere di valere.

Un fattore che probabilmente gioca a sfavore delle donne è la concezione incontrastata di libertà. La vita è mia”, “Siamo nel 2020”, “Devo pensare a me stessa”, “Voglio ricominciare da capo”: quante volte ascoltiamo queste frasi, di donne sfiancate dalla quotidianità, consumate dei problemi, che per rinascere decidono di voltare pagina, autoritariamente, senza magari tener conto di un uomo che le ama e le protegge, dei figli che hanno bisogno della mamma…la violenza non è mai giustificata, ma rappresenta per il marito o compagno l’unica alternativa per redimere la velleità di una donna che vuole chiudere con il passato e ricominciare da capo, solo tenendo in considerazione se stessa e le sue ambizioni.

Ma anche l’opposto: quante volte il marito, che conserva l’amante, decide di stroncare la vita della moglie per vivere serenamente la nuova relazione?

Fortunatamente esistono numerose associazioni in Italia e nel mondo che lottano per contrastare questo deplorevole fenomeno spesso riportando risultati incoraggianti, ma non sempre: i femminicidi rappresentano la sconfitta di chi si adopera a favore delle vittime ma, più in generale, il fallimento dell’umanità poiché non ci siamo rivelati capaci di proteggere la vita di una donna, una professionista ma soprattutto, una mamma.

da bluedossier.it

Pubblicato da scrignodipandora

Osservare la realtà per raccontarla