Volgarità plebea

DI ANTONIO MARTONE

Tavolini all’aperto e aperitivi, piscinette, piscine e pozzanghere, borse firmate e telefonini. Occhiali da sole a specchio per riflettersi in faccia le reciproche nullità.

Atteggiamenti tronfi e ignoranti da winner di provincia. Flirt occasionali facilmente dimenticabili. Ricerca continua dello sballo o della sniffatina giusta. Fatica insopportabile nel guardarsi dentro o nel cercare una propria personale libertà che non sia l’imitazione dei peggiori miti diffusi dai media.

Patetici selfie esposti su una falsità che non riesce ad ingannare neppure se stessa.

Finta soddisfazione narcisistica convocata soltanto per tenere a bada le devastazioni interiori. Rimozione del negativo e stato di perpetua ubriacatezza morale.
Cancellazione della lettura disinteressata e della severità di un qualsiasi studio che non sia finalizzato a qualcosa di pratico.

Davanti a scene simili, io che ho sempre tante parole per mediare e andare avanti, ammutolisco. So bene che non c’è niente da fare, poiché in tutto ciò aleggia l’insopportabile ma invincibile volgarità plebea di un tempo infame.

Questa umanità è spregevole!

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Pubblicato da scrignodipandora

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