“XY la fine e l’inizio”di Antonino Borzi’, una storia fuori dal comune

DI MARCO MICHELE CAZZELLA

 

Scritto meravigliosamente dal talentuoso Antonino Borzì. In prima persona. Ambientato ad Adria.
Il protagonista è un addetto alle vendite di una concessionaria di automobili di nome Francesco. Dopo aver riportato a casa il figlio Luca e averlo affidato alla nonna, assieme a sua moglie Margherita, un insegnante di lettere, parte per raggiungere un ristorante situato tra Rovigo e il Po per una cena con dei compagni di scuola che non
vedeva da vent’anni.

Un bellissimo libro molto particolare e singolare in positivo, rendendo questa sua unicità un
pregio. Suddiviso in due parti: di cui in una ci ritroveremo in un classico romance rosa nel quale grazie all’autore viaggeremo indietro nel tempo di due decenni e con situazioni allegre, spensierate, ma anche faticose, faremo la conoscenza dei personaggi e scopriremo come si sono conosciuti Francesco e Margherita; mentre nell’altra avremo una storia biologica, simpatica e al quanto fantasiosa sulla fecondazione umana e raccontata in un viaggio scopriremo le meraviglie del parto.

Da notare l’elevata accuratezza dello scrittore nella descrizione dei luoghi sottolineando con maestria ogni dettaglio esattamente come se ci trovassimo dinanzi a delle
fotografie composte da parole invece che dalle immagini.

In alcuni casi sembra addirittura di ammirare dei quadri realizzati con le parole come ad esempio quando il protagonista riaccompagna a casa il figlio e osserva il cielo primaverile di marzo notando che sta per piovere disegnandolo; oppure quando nel passato il protagonista si sveglia in una mattina d’estate e descrive la scena di quel cielo.

Un’altra cosa da notare sono i vari punti filosofici presenti nel racconto come a esempio due punti sull’autobus in cui nel primo Francesco leggendo un articolo di giornale si imbatte in una notizia dove si fa notare la società odierna e l’importanza che essa dà al denaro ritenendo l’apparenza più importante della sostanza; mentre nel secondo caso egli scorgendo un signore che con un fazzoletto di stoffa di quelli di una volta si sta pulendo gli occhiali con le lacrime agli occhi paragona le due emozioni gioia e dolore ad un anello in cui da un lato ve n’è una; mentre dall’altro quella opposta e che se si va da sinistra verso destra si va in direzione di una;
invece facendo il giro contrario ci si dirige verso l’altra rendendole complementari.

Senza tralasciare il lato sportivo di questo racconto; difatti i ragazzi della quinta g gareggeranno contro quelli della quinta c in una partita di calcio e durante tale scontro agonistico lo scrittore dall’inizio alla fine descrive in maniera sublime e dettagliata il match tanto da sembrare di assistere ad una telecronaca sportiva. Così, come tutto quello
che accade negli spogliatoi, o durante gli allenamenti nei giorni precedenti a ciò; oppure negli istanti di pre-gara.

Un’altra cosa ancora da tenere presente in questo racconto e che mi ha molto colpito è stata la fantasia usata dall’autore nel descrivere scene surreali e al tempo stesso magiche, cariche di emozioni come quella in cui durante gli studi per prepararsi in vista degli esami, il protagonista fuma una strana sigaretta e si vedono immagini particolari;
oppure quando Francesco tocca in una determinata scena le mani di Margherita e compaiono immagini fantastiche e da sogni sempre ben dettagliate.

Il testo scorre che è una meraviglia e si legge in maniera talmente fluida che non vi accorgerete nemmeno di farlo e ben presto arriverete all’epilogo.
I personaggi seppure siano contati salvo qualche comparsa sporadica sono ben
delineati e caratterizzati.

In definitiva un libro molto dolce, tenero, allegro, simpatico frizzante e spumeggiante. Che vi lascerà senza fiato.
Perché è veramente unico e spiega in un modo carino e bello tutti i passaggi della maternità facendoli sembrare un’avventura.

Per questo lo consiglio a tutte le mamme, o i papà. Ma anche ai giovani che
vogliono leggere una storia fuori dal comune ricca di emozioni tutte positive e sull’amore. Quello della vita.

Immagine tratta dal web