IL CERTIFICATO DI VERGINITÀ CHE FA DISCUTERE IN EUROPA

DI ELENA CAVALLONE

Per troppe donne, il sogno di sposarsi può trasformarsi in un incubo.

Il mito della verginità è ancora presente in molte culture, soprattutto nella comunità musulmana. Ma non solo.

Ma è veramente la soluzione migliore?

Per Hanan Ben Abd eslam, ostetrica, l’importante è sensibilizzare, demistificare la verginità. E lo fa con un kit per l’educazione sessuale.

“È molto importante parlare perché il silenzio uccide. In alcune famiglie, in alcune culture, la lealtà è molto importante. E purtroppo la lealtà è legata all’imene delle donne. La ragazza deve rispettare le regole e se non rispetta le regole, può essere ripudiata dalla famiglia”.

L’onore delle famiglie poggia su una fragile membrana chiamata imene, nonostante scientificamente la sia integrit’ non provi nulla. Alcune donne nascono senza, altre lo perdono facendo sport.

Il dottor Johan van Wiemersc è tra i ginecologi che accettano di fare un intervento chirurgico che ne permette la ricostruzione. Tuttavia riconosce che i medici sono divisi sulla questione.

“Ci sono due scuo le di pensiero tra i ginecologi. Ci sono colleghi che non lo voglioni fare perché ritenga che vada contro i diritti umani e dall’altra ci sono io con altri colleghi che accettano di farlo. Per me significa aiutare delle ragazze costrette dalle leggi della loro religione. Come dottore ritengo che dobbiamo aiutare quelle giovani donne e dunque lo faccio”.

Ma c’è un’altra questione altrettanto delicata. Dov’è il diritto delle donne di disporre liberamente del proprio corpo. Dov’è l’uguaglianza di genere?

Un gruppo di eurodeputati ha inviato una interrogazione scritta alla Commissione europea chiedendo il vietare a livello europeo il certificato di verginità.

Virginie Joron,eurodeputata francese del gruppo identità e democrazia, spiega la loro posizione.

“È un attacco grave alla dignità delle donne, alla loro libertà. Che cos’è un test di verginità? È una richiesta di esaminare un corpo per sapere se ha avuto rapporti sessuali. Siamo nel 2020, in Europa, devo ricordarlo. Si tratta di pratiche che non sono compatibili con i nostri valori di democrazia e con i nostri valori di libertà”.

Tuttavia, il divieto potrebbe costringere le donne a ricorrere a percorsi meno sicuri dal punto di vista medico.

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