‘La terra maledetta’ di Juan Francisco Ferrandiz, libro che cattura e avvince

Di Rita Cutugno

Terra maledetta, di Juan Francisco Ferrándiz,  pubblicato da Longanesi, è un libro imponente. Centinaia di pagine dense di personaggi ed eventi, che tuttavia non risulta “pesante” alla lettura perché il racconto si snoda in modo coinvolgente, con una scrittura a volte asciutta e altre “pietosa”. Ambientato nel Medioevo, epoca di grandi violenze, di totale assenza del benchè minimo diritto delle donne; epoca segnata da lotte di potere e corruzione, con una Chiesa che mostra di essere una istituzione che nulla ha dei principi religiosi che dovrebbero essere il suo tratto distintivo. Figure religiose corrotte, superstiziose e crudeli, guidate da una  Inquisizione feroce e malvagia.

Beh…può piacere un libro così? Eccome! Piace, avvince e cattura perché narra le storie di molti personaggi. Frodoino, vescovo ambizioso  e coraggioso; Gota, signora di Barcellona, una donna che è disposta a sacrificare se stessa perché Barcellona risorga e diventi una grande città ma, soprattutto, una città nella quale regni la giustizia. Poi l’Autore racconta la struggente storia di Isembardo e Rotel, due fratelli che la vita separa e percorrono strade opposte, ognuna con una sua particolare ricerca di giustizia. Elisia, bellissima e coraggiosa ragazza che sopporta mille dolori, violenze e ingiustizie. C’è anche Drogone di Borr, perfetto esempio di protervia, sfrenata ambizione, corruzione e malvagità. Gli eventi hanno luogo quando Barcellona, al limite della Marca Hispanica, è una città agonizzante che cerca di  risollevarsi dal degrado nel quale versa. Sono fatti veri? Sono personaggi realmente esistiti? Alcuni sì. Eventi storici e finzione si alternano in un avvincente susseguirsi di eventi e, quando si arriva alla fine del romanzo, si vorrebbe continuarne la lettura.

Mi hanno  colpito Elisia, Rotel e Isembardo, ognuno nelle sue peculiarità ma accomunati da un coraggio che non è facile possedere, da una dolcezza e violenza che si alternano e ne segnano profondamente le azioni. Ognuno di loro avrà il suo riscatto, anche se pregno di amarezza e dolore. In questo libro c’è molta storia ma, nonostante l’abbondanza di nomi e fatti, la lettura risulta scorrevole e davvero avvincente.

Ho amato moltissimo questo romanzo, mi ha portata nel Medioevo, letteralmente. Ne consiglio a tutti la lettura, anche a chi non ama il periodo storico nel quale si snoda il racconto, perché sono certa che, comunque, ne apprezzerà la lettura e lo consiglierà a sua volta. Ferrandiz si rivela un grande scrittore, leggetelo e ne sarete entusiasti.

    

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