Lettera dei genitori alla ministra Azzolina per chiudere le scuole

DI SALVATORE SALERNO
“Gent.ma Ministra Azzolina,
chi Le scrive è un gruppo di genitori che da sempre, nonostante le problematiche croniche che affliggono l’istituzione scolastica, crede nella scuola pubblica come luogo unico di formazione, scambio e interazione sociale e proprio perché ci crediamo non crediamo in quel “ a tutti i costi ”, che molti genitori mettono in coda alla richiesta “ scuola aperta”.
Per fortuna ci sono dunque anche genitori più attenti alla salute dei loro figli, dei familiari, dei nonni. La “scuola sicura” non può essere uno slogan ma va dimostrata da dati epidemiologici che attualmente non esistono nelle scuole, non c’è screening e tracciamento dei contatti, nessun controllo in entrata e in uscita. Le scuole vanno chiuse tutte per pensare di riaprirle al più presto, sono chiamate a fare la loro parte per fermare la diffusione del contagio non a contribuire alla sua crescita com’è evidente. Di fronte alla tutela della salute pubblica, l’economia, la propaganda, la retorica, tutto deve fare un passo indietro. La DAD non è la scuola che tutti vorremmo ma nessuno deve rischiare il covid19, che può avere effetti letali, per una scuola in presenza troppo pericolosa dove non ci sono le condizioni di sicurezza nonostante precauzioni e protocolli previsti solo al suo interno e anche quelli discutibili. Basti pensare a spazi, docenti e personale insufficiente nella generalità degli Istituti scolastici e alle classi pollaio rimaste immutate.
Giustamente i genitori scrivono che “come genitori capiamo e abbiamo a cuore le difficoltà logistiche della DAD da un lato e dall’altro dell’avere i figli a casa 24 ore al giorno dovendosi destreggiare contemporaneamente tra lavoro e altre incombenze, ma stiamo perdendo di vista che il restare a casa non è finalizzato a “privare del diritto allo studio” o “ creare dislivelli di apprendimento”, ma “mettere al sicuro i nostri figli”E poi, proseguendo: “cerchiamo di non relegare la scuola ad un semplice ruolo di sorveglianza dei figli nelle nostre ore lavorative a qualsiasi costo, aspiriamo e chiediamo che resti ancora un luogo in cui le funzioni educativa, formativa e sociale, possano svolgersi soprattutto nelle condizioni di sicurezza, logistica e sanitaria, che i bambini meritano”.
Grazie a questi genitori che mettono la faccia e il loro nome e cognome in calce alla lettera. Come non essere d’accordo con loro?
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