“Tornano ad ardere le favole” di Carmen Trigiante, romanzo per chi non ha paura di immergersi in acque profonde

DI MARCO MICHELE CAZZELLA

RECENSIONE

DI

TORNANO AD ARDERE LE FAVOLE

Dopo averci incantato con il suo splendido: “La prigione delle favole sole”. La bravissima Carmen Trigiante torna con un nuovo racconto. Anche questo in prima persona e ambientato tra il Trentino e Bari. In cui esattamente quattro anni dopo gli avvenimenti narrati nel suo precedente lavoro rivedremo il commissario Maya Desio.

Anche se non è più un’ispettrice ma una scrittrice e non sarebbe mai tornata in quel suo vecchio ambiente se non fosse stato per la scomparsa di sua sorella Tania.
Un libro molto cruento e violento forse più del suo primo capitolo. Eppure ho notato punti di tenerezza come quando Tania incinta della propria figlia, va a trovare la sorella, alla quale risponde alla domanda perché ha chiamato sua figlia Selvaggia, per ridarle vita.

Oppure quando anni dopo la bambina nata incontra per la prima volta il cane di Maya chiamato Dottor Freud e tra i due scatta una scena veramente dolcissima. Oppure ancora quando l’animale per svegliare la sua padrona la lecca. Ma questo non è tutto perché nel testo ritroviamo le famosissime note dell’autrice tra cui quella della propria osservazione del carattere di un personaggio tramite lo studio attento della propria calligrafia.

Questo libro proprio come il suo predecessore è un giallo ricco di mistero e fascino. Per nulla collegato l’uno all’altro salvo per qualche personaggio presente in entrambi, o per degli sporadici accenni agli eventi accaduti visto che questo nuovo e intrigante libro si svolge quattro anni dopo quella storia e ne narra una nuova. Il testo inoltre è molto passionale specie in alcuni punti come quando Andrea Moncini si fa propria Maya nel suo ufficio prima che Sara irrompe; oppure quando si trovano sulla barca e stanno bevendo e in quell’istante traspare inoltre molto romanticismo.

Come dicevo prima questo è un giallo misto a thriller se vogliamo e non mancano scene d’azione da cardiopalma come un inseguimento lungo l’autostrada per raggiungere la barca sopra citata; oppure quando danno la caccia sfrenata alla protagonista passando per una campagna. Oppure ancora quando Maya assieme a Guglielmo e alcuni suoi tirapiedi si ritrovano a combattere contro dei brutti ceffi motorizzati. Ma questi sono solamente alcuni degli aspetti che caratterizzano il romanzo.

Perché senza scendere nei dettagli per non rovinarvi il fascino della lettura in questo libro si parla anche di esoterismo narrando di antichi riti pagani. Una cosa che mi ha colpito moltissimo sono stati gli svariati paragoni con la mitologia greca per non parlare della spiegazione psicologica descritta dall’autrice per spiegare il sesso. Scritto magnificamente sotto ogni punto di vista che praticamente vi rapirà e vi terrà incollati alle pagine, senza fiato e con un finale molto dolce e sorprendente.

Con descrizioni paesaggistiche al pari di vere e proprie cartoline al punto tale che vi sembrerà di essere lì in quei luoghi guidati per mano dall’autrice attraverso le svariate vie con tanto di sapori, odori e colori tipici di quei posti. I personaggi sono ben caratterizzati e ben strutturati che vi sembrerà di aver a che fare con persone reali.
In definitiva un libro che consiglio a chi ama la suspence, gli intrighi, l’azione e i sentimenti perché a modo suo ne parla.

Certo è un libro molto cruento e non adatto a tutti. Però coloro che non temono di immergersi in acque profonde questa è una storia che devono assolutamente leggere.

Immagine tratta dal web