La scuola il 7 gennaio non si può riaprire (malgrado Miozzo e Azzolina)

di Salvatore Salerno

Non c’è un solo scienziato, virologo o epidemiologo che non lo dica (Galli, Pregliasco, Grisanti, Ricciardi…), tranne  un certo Agostino Miozzo, coordinatore del CtS, che non è né virologo, né un epidemiologo, né un pedagogista, né un esperto in conoscenza e organizzazione scolastica italiana, quell’Italia con tutti i suoi difetti rispetto agli altri Paesi europei nella scuola pubblica e in quello che le sta intorno. Miozzo è soltanto un ginecologo ben pagato dalla Protezione Civile (Presidenza del CM) e Ministero degli esteri (cooperazione internazionale) con precedenti di incarichi pubblici sempre ben retribuiti, oggi coordinatore di un comitato consultivo di grande importanza per il governo,  scelto non si sa da chi né per quali meriti e competenze.
Al coro propagandistico della ministra  Azzolina e Miozzo si uniscono le dichiarazioni scontate dei partiti di governo della priorità della scuola che si tradurrebbe solo nella riapertura il 7 gennaio, un assunto facile con condizioni sostanzialmente immutate da Marzo e quando stanno cadendo anche tutti i paragoni con gli altri Paesi europei costretti anch’essi a chiudere tutte le scuole da Londra, Berlino, Parigi… 
Ma niente soldi nella legge di bilancio per la scuola e niente per il contratto scaduto da due anni con stipendi fermi da oltre dieci. La demagogia imperante di una classe politica mediocre.
Lasciamo stare l’opposizione di oggi, sarebbe uguale o peggio, sanno solo gridare e operare al contrario quando sono al governo, dalla Gelmini, passando da Renzi, fino all’estate del 2019 con Bussetti.
 La scuola nei fatti non è una priorità per il Paese.
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