Lettera a un Uomo Violento

DI LAURA BOTTICI

 

Caro (si fa per dire) Uomo Violento,
Ti vedo nel buio che sollevi più volte quella mano contro la tua donna, accovacciata a terra e incapace di difendersi.
Ti osservo mentre segui la tua ex fidanzata, quando esce la sera per vedere con chi è, e poi minacciarla quando si trova da sola.
Ti sento che mandi messaggi, su messaggi, a lei che ti ha lasciato e le chiedi di darti una seconda possibilità, perché quella donna è tua e non puoi perderne il possesso.
Ti leggo quando mandi nelle chat, e su internet, le foto intime di quando stavate insieme.
Cosa pensi di ottenere?
L’amore non è violenza, l’amore non è persecuzione, l’amore non è costrizione e soprattutto non è possesso. Caro (si fa per dire) Uomo Violento, tieni giù quella mano. Chiudi quella bocca, fermati finché sei in tempo. L’amore non è morte.
Riconosci che hai bisogno di aiuto, e non aver vergogna di chiederlo a chi ti può indirizzare verso soluzioni di recupero per gli uomini che esercitano violenza.
Dietro ogni donna ammazzata, dietro ogni donna picchiata, dietro ogni violenza, c’è un uomo violento, e bisogna fermare la sua mano, cambiare la sua mentalità.
Mi dirai, caro (si fa ancora per dire) Uomo Violento che ormai sei adulto e sei cresciuto così, e che non puoi cambiare. Invece si può e si deve cambiare, per dare un segnale alle giovani generazioni, a tutti quegli uomini di domani che sono i ragazzi di oggi, perché in casa, in famiglia, nella scuola, venga insegnata la cultura del rispetto, pur nella diversità tra gli esseri umani.
Caro (si fa per dire) Uomo Violento cambia oggi per essere domani un Caro ex-Uomo Violento.
Siamo tutti responsabili della formazione sentimentale e umana delle nuove generazioni. Come genitori, come insegnanti, come legislatori, come persone. Non facciamo sfuggire questa opportunità, fermiamo la violenza sulle donne, prima che avvenga.
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