L’incarico a Mario Draghi? Un film già visto

di Michele Piras

La politica è morta, viva la politica.
Perché solo dei banditi o dei folli possono pensare che il Paese tragga giovamento da una crisi di questa portata, nel pieno di una campagna vaccinale che incede a passo di lumaca, con la pandemia non ancora sconfitta, con una montagna di soldi europei ancora fermi, con il blocco dei licenziamenti che scade a marzo e l’economia e le fasce sociali più fragili in ginocchio.
Non si discute la personalità di Mario Draghi, ma l’idea che un nome possa risolvere ogni problema è un grave errore.
E l’incarico che riceverà Mario Draghi dal Presidente della Repubblica ricorda un film già visto, nemmeno troppo tempo fa.
E purtroppo ci ricorda anche chi pagò il prezzo sociale dei tecnici al potere, di scelte fisiologicamente distanti dal Paese reale.
E se proprio Governo istituzionale, tecnico e non politico, dovrà essere, si tracci almeno il perimetro preciso dei suoi compiti e un orizzonte temporale il più ristretto possibile, che ci accompagni ordinatamente al voto.
Perché se collassa la politica è da lì che si deve, presto, ripartire.
In tutto ciò, ben oltre il fuoco di fila di troppi commentatori e pseudo intellettuali contro Nicola Zingaretti, bisognerebbe ringraziare il segretario del Partito Democratico.
Per il rigore, il senso di responsabilità e l’equilibrio con i quali ha attraversato una fase convulsa e devastante come questa.
E ci sarebbe anche da riflettere seriamente sui personaggi che occupano la scena in questi giorni, sovraesposti e in preda al loro ego ipertrofico.
Perché c’è invece chi ha giocato coi numeri parlamentari e il destino del Paese, usando come un pirata il suo piccolo, ma decisivo, potere di interdizione.
E bisognerebbe domandare a Matteo Renzi se davvero, uscirne con un Governo non politico e con una base parlamentare che non potrà non spostarsi a destra, si possa davvero considerare come qualcosa di geniale e innovativo?
C’è da nutrire qualche serio dubbio.
E solitamente, quando si manda al macero una maggioranza per arrivare a un esito di questo tipo, ci si qualifica per ciò che si è realmente: uomini e donne di destra.
Auguri al nostro Paese, perché si apriranno tempi difficili.
*Immagine wikimedia commons
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