Scuola. Miozzo e Azzolina, un’insolita alleanza per la riapertura il 7 gennaio mentre la gente muore

di Salvatore Salerno

 Personaggio indecifrabile, Agostino Miozzo, che pare abbia rifiutato di fare il commissario alla Sanità per la Regione Calabria preferendo di continuare a stare nella sua poltrona, medico che si è sempre occupato di protezione civile e cooperazione internazionale, sempre pagato lautamente dallo Stato Italiano. Non si hanno notizie di particolari capacità e parla nome del CtS sulla scuola non avendone nessun titolo essendo soltanto il coordinatore organizzativo.
Nessuna competenza pedagogica, nessuna esperienza nel mondo dell’istruzione e della scuola. Non sembra molto ascoltato dallo stesso comitato scientifico che si esprime invece con l’Istituto Superiore di Sanità che ha pubblicamente dichiarato che non ha a disposizione nessun dato di rilevazione e tracciamento di contatti negli istituti scolastici, neanche quello del Ministero Istruzione fermo alla seconda decade di Ottobre, quando i contagi riferiti alla scuola erano ufficialmente comunicati dai dirigenti scolastici in 65.000 e circa due terzi di DS non avevano comunicato niente.
Sappiamo che il Ministero Istruzione, visto il vento che tirava contro ogni dichiarazione di scuola sicura, ha bloccato la rilevazione al 30 ottobre. Nessuno del CtS si è occupato di tenere conto di quella rilevazione e continuarla. Il Ministero non ha comunicato niente all’Istituto superiore di sanità mentre afferma di averli messi a disposizione di Agostino Miozzo che li ha ignorati.
Intanto nelle scuole pochissimi test rapidi o molecolari, classi pollaio, ridicola distanza “statica” di un metro e rime boccali, nessun impianto di aerazione in pieno inverno, classe docente anziana e insufficiente come il personale ata, pericolo sui trasporti nelle grandi città.
 A scuola si entra e si esce liberamente come un qualsiasi altro luogo chiuso, nessuna misurazione in ingresso, neanche la temperatura. A che gioco sta giocando Miozzo, insieme alla Ministra Azzolina, nel chiedere e ribadire ogni giorno la riapertura delle scuole il 7 gennaio? Se continua e peggiora questa situazione dell’epidemia come purtroppo è certo a detta di tutti i virologici ed epidemiologi che annunciano la terza ondata, è chiaro che la scuola non riapre il 7 gennaio.
Cosa aspettano i docenti a chiedere uno sciopero generale a partire da quella data per difendere il diritto alla salute propria, degli alunni e studenti, di genitori e nonni?
"Metterei i lavoratori della scuola tra le categorie con priorità per il vaccino"

Pubblicato da scrignodipandora

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