Shrinkflation: la tattica delle grandi compagnie per ridurre le quantità, che danneggia #l’ambiente

DI VALERY POMARO

L’inflazione occulta viene praticata da moltissime compagnie ogni giorno per ”ingannare” i propri clienti. Ecco alcuni suggerimenti per tutelarsi da questa pratica purtroppo legale, ma scorretta verso i consumatori.

Shrinkflation è una strategia commerciale che inganna ogni giorno miliardi di consumatori che, ignari, acquistano beni senza accorgersi della loro riduzione in termini di quantità. A farne il prezzo però non sono solo i clienti, ma anche l’ambiente. Ma vediamo nello specifico di cosa si tratta.

 

Shrinkflation

La parola è composta da due termini inglesi: shrinkage, che significa contrazione, e inflation, che significa rincaro. Questa espressione fu coniata nel 2015 da Pippa Malmgren, analista statunitense.

In poche parole questo termine descrive la pratica commerciale nella quale una azienda decide di diminuire le quantità di prodotto venduto senza però ridurne il prezzo, che resterà quindi invariato. Le ragioni che spingono una compagnia ad agire in questo modo sono molteplici. Attraverso lo Shrinkflation la compagnia riesce ad evitare di:

  • Perdere clienti. Una aumento del prezzo di un prodotto significa inevitabilmente una riduzione dei clienti e questo non è sicuramente l’obbiettivo della compagnia.

  • Subire una riduzione dei profitti. I fornitori attuano una inflazione sui propri beni che in qualche modo si ripercuote sull’azienda che genererà minori profitti.

  • Tenere il passo con la crescente concorrenza di mercato.

Sembrerebbe normale quindi pensare che un tale comportamento scorretto verso il cliente sia perseguito dalle autorità a tutela del consumatore. Mi spiace informarti che non è così.

I produttori indicano sempre il peso, il volume o la quantità dei loro prodotti e questo rende impossibile dichiarare la pratica illegale, per quanto subdola.

 

Lo Shrinkflation è praticato per lo più dalle compagnie che producono cibo e bevande, ma anche da quelle che vendono make up, prodotti per la cura del corpo e detersivi.

 

Alcuni esempi

 

Tra i più famosi casi di Shrinkflation troviamo:

  • Milka: nel 2017 la Mondelez ha ridotto le barrette Alpine Milk e Nuts & Raisins da 300 grammi a 270 grammi.

  • Coca-Cola: nel 2014, Coca-Cola ha ridotto le dimensioni della sua bottiglia grande da 2 litri a 1,75 litri. Successivamente nel 2017 ha ridotto la lattina da 330 ml a 300 ml e la bottiglia da mezzo litro a 440ml.

  • Toblerone: nel 2010, Kraft ha ridotto il peso delle barre Toblerone da 200 grammi a 170 grammi. E nel 2016 è stato ridotto ulteriormente a 150 grammi.

  • Algida: la famosa marca di gelati, sotto il marchio Unilever, ha operato negli anni un rimpicciolimento del suo famoso Magnum e del Cornetto.

  • Tetley: nel 2010, Tetley ha ridotto il numero di bustine di tè vendute in una confezione da 100 a 88.

L’esempio più recente?

  • Nutella: giusto quest’anno la famosa marca ha annunciato di voler diminuire in Belgio e in Inghilterra la quantità di cioccolata contenuta nei vasetti. In questi paesi si passerà da 400 grammi a 350 grammi.

 

L’impatto ambientale

 

Molti considerano solamente l’aspetto economico dello Shrinkflation, ma pochi comprendono che questa pratica sta aumentando l’impatto ambientale in maniera notevole. Se prendiamo l’esempio della Coca-Cola è facile intuire che la produzione di bottiglie di plastica o di lattine aumenterà in maniera considerevole. Se prima per raggiungere i 5 litri ”bastavano” 10 bottiglie di plastica ora ne serviranno 11(,36). E questo applicato ai numeri prodotti dalla regina delle bevande equivale ad una catastrofe ambientale.

 

Evitare di essere ingannati

 

Il metodo più efficacie per evitare di cadere in inganno è quello di confrontare il prezzo al kg o litro e la quantità di prodotto in modo da acquistare quello più conveniente, sia per quanto riguarda i prodotti alimentari si per quelli per la casa e l’igiene. Un altro modo potrebbe essere anche quello di procedere ad una valutazione selettiva dei prodotti che incidono maggiormente sulle vostre spese perchè con un prezzo più alto. Probabilmente tra questi troverete che per la quantità acquistata il prezzo è troppo altro e potrete optare per una valida alternativa.

 

Il mio personale consiglio è anche quello di evitare per quanto sia possibile le confezioni in plastica optando per alimenti sfusi o per contenitori in cartone, latta o vetro.

#ambiente# #green# #unambientedaconservare# #cosedasapere# #natura# #food# #marketing#

 

Pubblicato da scrignodipandora

Sito web di cultura e società