Greenpass? Al momento unica alternativa a nuove chiusure e limitazioni

di Michele Piras

La carica virale di chi è vaccinato con seconda dose è molto più bassa, dunque si è più protetti, ci si ammala di meno e si contagiano meno gli altri.
L’andamento dei nuovi contagi da variante Delta mostra questo fatto molto chiaramente, dunque mette in evidenza l’importanza dei vaccini.
L’Istituto Superiore di Sanità fornisce un’immagine inequivocabile: la maggior parte dei nuovi casi di #covid sono persone non vaccinate.
Soprattutto i nuovi ricoverati.
I giovani ora sono fra i più colpiti e sono anche coloro che più frequentemente si “assembrano”, che non sono ancora vaccinati o non hanno completato il ciclo con la seconda dose.
Il tasso di ospedalizzazione tuttavia resta ancora basso, compreso quello in terapia intensiva, sia perché si è abbassata l’età media dei contagiati, sia perché le persone più avanti con l’età sono state in larga parte vaccinate, nonostante siano ancora troppi quelli che ancora non lo sono.
E poco importa se non si sono ancora vaccinati per sottovalutazione, per aver creduto a informazioni fuorvianti, a causa di disservizi del sistema sanitario o per sciatteria.
Sono ancora troppi.
Dunque si può discutere quanto si vuole dei problemi che sorgeranno nel far rispettare eventuali nuove norme sull’obbligo del #greenpass nei locali al chiuso.
Si può anche usare in maniera un po’ stupida termini e paragoni a sproposito, per contrastare la possibile adozione di questo strumento.
Liberi tutti, anche di dire fesserie e se proprio non se ne può fare a meno.
Ma di fronte a questi numeri tale obbligo resta, per il momento, l’unica alternativa (per quanto sgradevole) a nuove chiusure e nuove limitazioni.
In attesa che si vaccini anche chi finora non l’ha fatto, avvalendosi di una possibilità prevista dalle norme vigenti, ma che sta procurando danni a tutti gli altri.
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Pubblicato da scrignodipandora

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