Il peso delle parole. A volte amiche, altre nemiche

di Rita Cutugno

Le parole. Amiche e nemiche. Per qualcuno sono state troppe, hanno ferito e umiliato. Per altri sono state troppo poche, ma anche quelle che non sono state pronunciate, hanno saputo ferire e umiliare. Forse anche di più e più dolorosamente.
Parole dette e parole non dette. Possono farti attraversare l’inferno o portarti in cielo.
Quelle dette, però, ti restano dentro per sempre, anche quando sei uscita dall’inferno nel quale ti avevano gettato.
Ti ritornano in mente all’improvviso, perfino dopo anni.
Non puoi dimenticarle. O fai di tutto per ricordarle?
Difficile capirlo. Impossibile entrare nel profondo di un’emozione.
Le parole sono proiettili. Mai a salve, però.
E tu ti senti una preda, sempre.
Preda di cacciatori crudeli che non sbagliano un colpo, hanno una mira perfetta e un sesto senso veramente acuto nel riconoscere le tue debolezze.
A volte nemmeno sapevi di provarle quelle emozioni.
Prima di essere colpita, nemmeno immaginavi di averle quelle debolezze. Il cacciatore sì. Lui sente, fiuta, è sempre pronto. È bravo, si muove da solo, non ha bisogno di cani che gli riportino la preda.
La lascia vivere la preda. La tramortisce, la ferisce soltanto, così lei potrà essere ancora lì quando vorrà spararle un altro colpo. Perché glielo permetti? Perché non scappi?
Ti hanno forse convinto che non puoi avere di più e di meglio? Dev’essere così per forza.
Ah… non crederci, non farlo.
Non diventare cacciatore anche tu, ma smetti di essere una preda. C’è un’altra strada in mezzo, un’altra possibilità. Se guardi bene la vedrai.
Forse allora le parole diventeranno solo parole. Importanti, significative, a volte risolutive, ma parole. Non ne avrai più paura. Alcune ti scivoleranno addosso, altre ti daranno gioia e altre ancora potranno ferirti, ma lasceranno una cicatrice che non farà male. Darai loro il giusto significato. Sempre.
E quelle non dette? Quanto possono far male? A volte anche più di quelle dette, perché ti fanno pensare che non meritavi che qualcuno ti dicesse le parole che volevi sentire, le uniche che sarebbero state un balsamo per il tuo cuore.
Oppure… forse non le hai sentite, magari ti sono arrivate in un altro modo, con un gesto o uno sguardo.
A volte bisogna impegnarsi molto per “sentire”, per non lasciar scappare parole che non sono state pronunciate.
Chissà… forse sono quelle le più importanti.
Altre volte invece non sono proprio state dette. E tu le aspettavi, e le meritavi. E ti si spezza il cuore, ti senti calpestata per una parola non detta e per un gesto che non è arrivato. È tutto qui il potere di una frase, anche di una che non viene pronunciata, ed è un potere immenso.
Sono belle le parole. Alcune sono rotonde e morbide, si appoggiano sul cuore e l’accarezzano, altre sono piene di spigoli e possono lacerare l’anima.
Cosa possiamo fare di più e di diverso?
Dare loro il giusto significato, legarle a un’immagine, a un momento, una situazione, un sogno, un ricordo, un progetto, una persona. Dare ad ognuna l’importanza che meritano, a volte tanta e a volte nessuna. Non di più.
E poi andare avanti e camminare, andando incontro a nuove parole.
#parole   #emozioni

Pubblicato da scrignodipandora

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