Il tempo dell’altro

DI MARCO ZUANETTI

Ciò che è presente in quanto di fronte.
‘La strategia del potere consiste oggi nel privatizzare la sofferenza e l’angoscia, e nel nasconderne così la dimensione sociale, impedendone in tal modo la socializzazione la politicizzazione.
Politicizzazione significa tradurre il privato in pubblico.
Oggi accade invece che il pubblico venga dissolto nel privato’.(Scrive il filosofo Byung-Chul Han nel saggio “L’espulsione dell’Altro”).

La dimensione pubblica si disgrega in spazi privati.
La volontà politica di costruire uno spazio pubblico, una comunità dell’ascolto – la volontà di promuovere una politica dell’ascolto – viene radicalmente meno. (Cfr.Max Scheler).
La rete digitale favorisce incrementa questo paradigma.

La rumorosa società della stanchezza è sorda. (Cfr.Byung-Chul Han). La società a venire potrebbe invece chiamarsi una società dell’ascolto e dell’attenzione. (Cfr. Martin Heidegger).
Oggi è necessaria una rivoluzione del tempo che dia inizio a un tipo di tempo completamente diverso. Si tratta di scoprire di nuovo il tempo dell’Altro.

L’attuale crisi del tempo non riguarda l’accelerazione, bensì la totalizzazione del tempo del Sé.
Il tempo dell’Altro si sottrae alla logica di incremento della prestazione e dell’efficienza, che genera una spinta all’accelerazione.
La politica neoliberista del tempo elimina il tempo dell’Altro, considerato un tempo improduttivo. (Cfr.Byung-Chul Han).
La totalizzazione del tempo del Sé si accompagna alla totalizzazione della produzione che travolge oggi ogni ambito della vita e conduce allo sfruttamento totale dell’uomo.
La politica neoliberista del tempo elimina anche il tempo della festa, il tempo della celebrazione, che sfugge alla logica della produzione.

Il tempo festivo riguarda infatti l’improduttività.
All’opposto del tempo del Sé, che ci rende soli e isola, il tempo dell’Altro istituisce una comunità.
Questo tempo, perciò, potrebbe essere un buon tempo ?

Pubblicato da scrignodipandora

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