Incubo, cercando me ( decima parte)

DI ROSY PENNELLI

L’ingresso dell’insegnante distolse tutti da quel momento, per la prima volta, quasi ‘intimo’ , si alzarono in piedi, ma Greta non lo fece, non le importava della forma di rispetto…a lei che il rispetto  era stato tolto!

“ Seduti, seduti … Anna , tu sai cosa è successo ieri pomeriggio a Greta?” domandò l’ insegnante.
“No…ma cosa c’è…perché lo chiedete a me…io non c’ero!” e con questa frase Anna si zittì non potendo immaginare l’accaduto, lei che realmente non sapeva nulla.

Con molta delicatezza, non permettendo a Greta di esporre nulla, non curando i dettagli, espresse con concetti molto elaborati che la scuola si sarebbe occupata personalmente del far chiarezza su quanto successo a Greta con lo spiacevole episodio dei due ragazzi, che nulla doveva essere mai pronunciato dentro e fuori la scuola dato che .. “ non è stata una bella situazione per una ragazzina di tredici anni, poteva succedere a una qualsiasi tra voi!

I vostri compagni saranno allontanati da questa struttura scolastica, questo è quanto” . La lezione proseguì come se nulla fosse accaduto.
La velocità di smaltire avvenimenti quando non si è i protagonisti e quando si ha tredici anni è strabiliante!
Quelle insegnanti, la struttura scolastica chiesero a Greta cosa sapessero i suoi genitori a casa e Greta ripresento’ le stesse parole pronunciate da sua madre all’insegnante “se lo sa mio padre mi uccide!”

La scuola non contattò la famiglia e la famiglia ne restò ignara, mai nessuno seppe esattamente quello che accadde, nessuno mai capì quanto Greta chiedeva aiuto alla Luna immensa che si ergeva nel cielo e la guardava tristemente, la guardava e non poteva liberarla da quel male mentre lei era bloccata sull’asfalto ruvido che ad ogni suo movimento, ad ogni colpo che le veniva inferto, le graffiava la schiena.

Nessuno avrebbe saputo quante lacrime sorde scesero dal suo viso e quanta parte di lei restò morente sul cemento quando lei scappò.
Maturò dopo un lungo tempo, Greta, che il ripetente e il suo migliore amico erano figli di uomini rappresentanti le forze dell’ordine e iniziò a capire come poca giustizia vien data ai giusti.

Immagine tratta dal web

Pubblicato da scrignodipandora

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