L’ultimo vento

DI HORION ENKY

 

Correvi e non ti fermavi mai.
La casa delle bambole, da anni, era vuota,
il tè, nella dispensa, finito troppo presto
e i sogni rimasti appiccicati ai muri dell’infanzia.
Nel cassetto, avevi libri pieni di parole
e tumultuosi silenzi infiniti.
Un orologio rotto, poggiato al comodino,
segnava perennemente la stessa ora.
Millepiedi andavano a nascondersi
tra le umide penombre di casa.
Hai scritto romanzi rosa
per scoraggiare il dolore e la violenza
d’un folle che ti prometteva, per l’eternità, il suo amore;
viceversa, ha tinto di nero ogni momento in cui gli hai creduto.
Immersa nei tuoi misteri, cercavi di sconfiggere la morte
che s’è portata appresso le scarpette di vernice
che tua madre t’aveva regalato,
di colore rosso, similmente a quello vivo del tuo sangue.
Ma son rimasti unicamente i guanti
appoggiati sul letto della stanza priva d’ombre
e lo sguardo dei tuoi occhi persi nel nulla dei segreti.
Quel giorno, il tuo ardore se l’è portato via l’ultimo vento.

Immagine tratta dal web