Perdonami, se puoi

DI GIOVANNI DE LUCIA

Perdonami per tutte le stelle cadenti del giorno di San Lorenzo, delle lanterne di carta lasciate volare con la speranza che giungessero sulla luna. Perdonami per il tempo che ti ho donato, per aver cucito i miei attimi con la speranza di regalarti quell’abito da sposa, che hai sempre sognato.

Conosco la tua pelle come la crosta del pane, vita croccante profumata di forno, ma non ho mai provato il dolce della mollica bianca, solo briciole come quelle donate ai passeri. Ma io non ho le ali di un passero, però ho un cuore di cane, sai quello che percepisci solo dentro il suo sguardo e solo se lo guardi veramente.

Lo accarezzi, lo picchi, lo sfami, lo sfianchi, lo mostri come fedeltà ed obbedienza e lui a farsi tappeto senza apparente emozione, solo quello sguardo regalato alla tua vita.

Scusa per le stelle di San Lorenzo, io ne ho desiderata solo una ma che potesse portare, per un millesimo di secondo, quella luce fedele che solo un cuore di cane può desiderare.

Ora ho voglia di campi di lavanda, di stringhe di sabbia capaci di legare una vita al mare. Ho voglia di sentire lo sferzare dell’inverno capace di raccontarmi di come vivono i bucaneve.

Voglio la mia falesia, dove aspettare quell’unica stella di San Lorenzo che mi porti quell’antico desiderio, che solo un cuore di cane riesce a sognare.

Prova a scrivere il mio nome su una lanterna di carta e lasciala andare oltre questo tempo.

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