Ricordi di una lettera ( in viaggio)

DI OSCAR PIAGGERELLA

…Ricordo molto bene quel giorno….ero adagiato sul tavolo insieme ai miei fratelli….
Guardavo la stanza, la osservavo, c’erano molti oggetti di cui mi chiedevo quale fosse la loro funzione e la loro provenienza. Spesso avevo sentito parlare di luoghi distanti, di luoghi della memoria, di luoghi della presenza. Ma non ne so nulla.

Ora, son qui, in questa stanza dalle mille cose che mi incuriosiscono. Fuori dalla finestra, una leggera brezza fa dondolare i salici come se fossero coinvolti in una strana danza esotica di cui non riesco a comprendere il significato. Il sole, oggi, nella sua brillantezza, mi fa scorgere particolari di questo scrittoio che fino a pochi giorni fa non riuscivo neppure ad intravedere. L’inverno è terminato.

Sono stupefatto dalla quantità di oggetti che mi circondano. Ma questo è il mondo?
Scorgo laggiù nell’angolo dello scrittoio un’immagine. Chi sono? Vedo solo un uomo seduto su un prato con vicino una bambina che sorride, una casa sullo sfondo, un cane che corre. Mi trasmette molta serenità quell’immagine. Forse sono persone che si vogliono bene, forse sono descrizioni di affetti di cui io non posso comprendere né essere testimone.
Guarda! La finestra oggi è aperta. Un profumo di fiori, entrando, si mischia con il profumo del tabacco che esce dalla scatola qui davanti a me. Entrano pure suoni ma….accipicchia!…. come ti permetti tu Mr. Soffio di sollevarmi un angolo?

Ops….sta entrando qualcuno…
Dinnanzi a me scorgo la figura di un Signore dal viso malinconico come la pioggia…lo osservo. E’ un bel signore. Sembra sereno.
Mi si siede di fronte con la calma di chi riflette, mi guarda. Nei suoi occhi scorgo il racconto di tante esperienze. Il divenire del suo sorriso mentre guarda quella foto toglie in me l’imbarazzo di essere lì, testimone di un’intimità.
Ora il suo sguardo è assorto…Guarda fuori. I bianchi capelli ricoprono le sue rughe che mi narrano un susseguirsi di esperienze vissute. Quante cose contiene quel Signore….
Ora tende una mano, mi accarezza, mi adagia innanzi a sé, e mi guarda, esita.
Dopo qualche istante prende una penna, comincia a solleticarmi con delle grafie che non posso vedere. Si ferma, mormora…
Colgo nei suoi occhi un morbido luccichio…

Fuori, intanto, il sole si è alzato ancor più, i salici hanno terminato di danzare e l’aria è più calda. Ora riesco anche ad intravedere i cigni che fluttuano tra le fantasie del fiume. …non li avevo mai visti….
Ora l’uomo mi riprende fra le sue mani calde e sicure, ricche di rassicurazione; mi piega in tre e mi inserisce in una busta bianca e profumata. Mi appiccica sulla fronte un’immagine frastagliata di un luogo distante con scritta una cifra e se ne va. Ed esce dalla stanza, camminando con il peso sulle spalle di chi ha ricordato momenti ormai inconfutabilmente inafferrabili nel tempo.

I giorni passano, i miei fratelli mi dicono che mi aspetta un lungo viaggio. Mi dicono che dovrò essere orgoglioso di portare quell’immagine frastagliata sul petto. Il mio destino sta per compiersi.
Confortato dal profumo e dal candore che avevo addosso.
Un giorno quel Signore entrò nuovamente nella stanza, mi raccolse, mi infilò nella tasca e uscimmo insieme di casa.
Ascoltavo il rumore degli zoccoli del cavallo; ogni tanto i sobbalzi del galoppo mi facevano intravedere il paesaggio. Dio, che meraviglia…questo è il mondo, pensai.

Si, forse era il mondo, ma sapevo solo che dovevo andare incontro al mio destino. Mi aspettava il Viaggio Promesso ed Enunciato. Tanto atteso…, ora giunto.
Avevo l’impressione di vivere con davanti un’enorme finestra appesa sotto un chiodo nell’aria, consapevole che dietro di essa esistono gli ideali dell’Uomo.
Di fronte a tanta bellezza certamente gli Uomini ne avranno fatto tesoro.
Tutto intorno a me c’ era un’esplosione totale di colori, di odori, di suoni….
Una sensazione di smarrimento percorreva i miei pensieri e finalmente assaporai il significato della stanchezza…
Mille e poi mille erano le cose a cui pensavo ma non ricordavo, e questo mi ha accompagnato, e mi accompagnerà per tutto il mio viaggio. Ma che cos’è poi, in fondo in fondo, questo viaggio?
Sento che esisto, che ci sono. Vedo, ma non ho ricordi. Vedo, ma non so dove vado.

Immagine tratta dal web