Un misero addio

DI GRAZIELLA DE CHIARA

 

 

Da quale parte si ferma il tempo,
dove va quando corre come un pazzo sfrenato, a rompere gli argini degli attimi vissuti.
Da quale parte avanza e dove diminuisce l’intensità di questo vivere abbozzato verso le attese.

Nei sogni s’annida ogni riflessione che il giorno ti invita a fare;
nella notte, che batte sul cuscino quel pugno mai tirato, s’incontrano le speranze e i desideri fuggiaschi, un po’ per uno a cercare un qualcosa che non arriva mai, se non in immagini sfuocate, portate via all’alba, come a strappare di mano ogni consolazione.

Cosa vorrà mai questo tempo lacerato ormai in ogni angolo, dove le vedute hanno spigoli in diversi punti e sembrano difficili da unire a formare la serenità.
Dove vorrà giungere, prima che si fermi completamente sulla vetta dei sospiri
Dove andremo mai per rincorrerlo, per poi sentirne il peso ogni volta, violento alle spalle, duro sulla pelle stanca.

Ho la vaga sensazione che questo tempo, fuori o dentro i sogni, sia come fumo negli occhi che ti lascia quel luccichio ad ogni pensiero e fra le mani un misero addio.

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Pubblicato da scrignodipandora

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