Bulli e violenti

DI ANTONIO MARTONE

 

La violenza fisica come maniera di vivere le relazioni sociali è il frutto di mentalità non sviluppate, oppure profondamente affette da gravi patologie.
Ancora peggio è quando la violenza viene esercitata da donne e uomini su minori e anziani, o comunque su individui che non possono adeguatamente difendersi.

L’abiezione più grande, tuttavia, si dà allorquando si aggredisce in gruppo, contro individui indifesi. In questi casi, la vigliaccheria si lega strettamente con la bestialità.

Dal bullismo al cyberbullismo, il problema di presenta oggi in termini assai gravi e andrebbe perseguito con grande severità in termini culturali e normativi.

Le persone che si rendono protagoniste di nefandezze simili sono profondamente malate e dovrebbero essere prontamente isolate.

Non credo possano essere facilmente ricondotte ad una più sana relazione sociale; ciò che è certo è che necessiterebbero di essere avviate ad un percorso di recupero che preveda, oltre ad un complesso itinerario rieducativo, anche lavoro intenso e duraturo a beneficio della comunità.

 

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