L’accanimento contro chi vive col reddito di cittadinanza, è intollerabile

di Michele Piras

L’accanimento contro chi vive col reddito di cittadinanza, in un Paese dove non c’è lavoro, dove il poco che c’è è sotto retribuito e precario, è intollerabile.

L’unico Paese in Europa nel quale i salari, negli ultimi decenni, sono calati e hanno perso drammaticamente il loro potere d’acquisto.

Un Paese nel quale si promuove un referendum contro un sussidio per la povertà, un provvedimento che ti consente di tirare a campare fra un lavoro precario e l’altro.

Un Paese nel quale pretendono di farti lavorare 12 ore al giorno per 600€ al mese.

Un Paese nel quale i figli e i nipoti campano peggio dei padri e dei nonni.

Un Paese nel quale sembra che il lavoro sia diventato un regalo che ti fa qualcuno.

Un Paese nel quale fra alternanza scuola lavoro, stage, apprendistato e contratti precari puoi arrivare a 55 anni senza mai conquistare un briciolo di stabilità esistenziale.

Un Paese nel quale i giornali raccontano solo la versione del padrone, sempre più raramente quella del lavoratore.

Un Paese nel quale c’è troppa gente che combatte contro i poveri, mica contro la povertà.

Un Paese nel quale quattro sfruttatori professionali e due lacchè starnazzano del peccato mortale commesso da alcuni giovani, rei di aver preferito campare con un ammortizzatore sociale invece che come schiavi.

Un Paese nel quale ti fanno lezioni di etica del lavoro persone che non hanno mai lavorato un’ora in vita loro.

Un Paese nel quale una parte della classe dirigente non conosce praticamente nulla della realtà sociale nella quale vivono la stragrande maggioranza dei cittadini.

Ma quanto fate schifo.

Ma davvero tanto.

Pubblicato da scrignodipandora

Sito web di cultura e attualità