“Mondo senza fine” romanzo intrigante di ken Follett che appassiona ed emoziona

di Rita Cutugno

Autore: Ken Follett
Titolo: “Mondo senza fine”
Editore: Mondadori
Dopo “I pilastri della terra”, Ken Follett ambienta “Mondo senza fine” due secoli dopo la costruzione della cattedrale di Kingsbridge.
Alcuni dei protagonisti sono discendenti dei personaggi della precedente storia, in particolare di Tom il costruttore (antenato della famiglia di Caris) e di Jack Jackson (antenato di Merthin), i due artefici della costruzione della cattedrale.
Il racconto ha inizio nel 1327, nel giorno di Ognissanti, quando quattro ragazzini vanno nella foresta e assistono all’omicidio di due uomini. Tre bambini fuggono, ma Merthin si ferma a parlare con uno dei cavalieri, Thomas, l’unico sopravvissuto che, seppur gravemente ferito, si fa promettere dal bambino che non rivelerà mai ciò che ha visto e gli fa seppellire un plico segreto, chiedendogli di non rivelare mai a nessuno, per nessun motivo, il nascondiglio.
I quattro ragazzini sono Merthin, geniale, buono e leale, Ralph, suo fratello, malvagio e violento, Gwenda, poverissima e ladruncola per necessità, Caris, benestante e molto arguta.
Thomas rimarrà al priorato, prendendo i voti da monaco benedettino e sarà un frate pio e benevolo.
Gli anni passano e molte cose succedono, ma le vite dei quattro ragazzini saranno intrecciate per sempre.
Un fatto importante è la costruzione di un nuovo ponte, dopo il crollo del precedente, che causa molte morti. Il ponte permette l’accesso alla città e quindi l’opera è di vitale importanza per salvare l’economia della città, basata sul commercio della lana e sulla fiera annuale che porta soldi alla città. Senza un ponte Kingsbridge tornerebbe un piccolo villaggio alle dipendenze del priorato cittadino, come era duecento anni prima.
Il compito di progettare il ponte e dirigere il cantiere sarà affidato a Merthin, il quale decide di costruirlo in pietra, non più in legno e con caratteristiche innovative di sicurezza. Ogni decisione e ogni scelta vengono sempre contrastate dall’ambizioso e corrotto priore Godwyn, cugino di Caris, e da Philemon, che è il suo aiutante (ed è anche fratello di Gwenda), persona estremamente subdola, meschina, arrivista e malvagia.
Godwyn e Philemon vogliono mantenere il controllo della città e, poiché grazie ad un vecchio decreto reale Kingsbridge è proprietà del priorato, tutti devono sottostare al priore.
Infiniti saranno i contrasti, i tradimenti, le congiure e le violenze inflitte dal priore, animato da una esagerata sete di potere che la madre incita e alimenta. Godwyn è cugino di Caris, ma questo non gli impedisce di tradirla e farla soffrire. Caris ha un dono, che è quello di saper curare gli ammalati e di vedere oltre le superstizioni e i metodi assurdi imposti dalla medicina dell’epoca.
Il giorno prima del matrimonio tra Caris e Merthin, Godwyn accusa la ragazza di stregoneria e l’unico modo per evitare l’impiccagione è accettare di entrare in convento e farsi suora.
Lei accetta e Merthin, disperato, va a Firenze ad imparare nuove tecniche di costruzione e lì si rifarà una vita, diventerà un costruttore ricco e stimato, si sposerà e avrà una bambina.
Arriverà la peste, che mieterà migliaia di vittime e cambierà le vite dei protagonisti del romanzo.
Merthin torna in Inghilterra e…. tanti eventi si susseguiranno.
Caris è in convento, Ralph (fratello di Merthin, divntato conte di Shiring) è sempre più malvagio e violento, Godwyn e Philemon ordiranno trame sempre più crudeli, Gwenda lotterà per amore e subirà ingiustizie e sofferenze incredibili per colpa di Ralph.
La trama del romanzo è densa di eventi e personaggi che è difficile esplicitare in una recensione, perché toglierebbe suspence e attenzione. Succederanno moltissime cose che terranno incollati alla lettura e genereranno una sentita partecipazione.
“Mondo senza fine” è un libro di 1400 pagine, che scorrono davanti agli occhi del lettore senza mai stancarlo.
La storia è imperniata attorno alla costruzione di un ponte e a quattro personaggi, che conosciamo bambini e seguiamo per circa 40 anni.
Ci si sente trasportati in un’altra epoca, come succede sempre con Follett, e l’immedesimazione è totale.
Bellissimo romanzo, intrigante, appassionante, che incuriosisce ed è in grado si suscitare emozioni.
Bellissimo, non trovo un altro aggettivo. Bellissimo come pochi.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "KEN FOLLETT MONDO SENZA FINE"
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